“Si educa con ciò che si dice, più ancora con ciò che si fa e ancor più con ciò che si è”

– S.Ignazio di Antiochia

 

Si propongono incontri della durata di 1he30min a cadenza settimanale/bisettimanale al fine di permettere al bambino/ragazzo di acquisire un metodo di studio personale che gli permetta di vivere la scuola in modo sereno.

Il compito sarà quello di comunicare le informazioni ordinandole in piccoli “frammenti” di conoscenza in modo che lo studente possa acquisire, elaborare e infine restituire, a modo suo, gli elementi appresi. L’esercizio lo metterà in grado di trasferire gli apprendimenti da un contesto all’altro. Inoltre si punterà a dare degli strumenti e dei consigli pratici ai genitori in modo che il percorso che i bambini/ragazzi svolgono possa essere continuato anche a casa.

Si è, inoltre, scelto di lavorare in piccoli gruppi dal momento che la cooperazione e la presenza di stimoli differenziati facilita lo sviluppo di relazioni collaborative e inclusive che migliorano l’autostima e aumentano il senso del valore personale oltre che il valore del gruppo.

Tutto questo, in un contesto dove si creano condizioni favorevoli e adeguate alle caratteristiche e ai bisogni di ciascuno.

 

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Il modello di lavoro a cui si fa rifermento si basa principalmente sulla Teoria delle Intelligenze Multiple di Gardner e il Mastery  Learning.

La teoria di Gardner afferma che esistono nove tipi di intelligenze (linguistica, logico-matematica, visivo-spaziale, corporeo-cinestetica, interpersonale, intrapersonale, naturalistica, musicale ed esistenziale) e che ogni bambino ha un proprio profilo di “intelligenza”  per cui una strategia può essere efficace con alcuni ma non con tutti. Da qui nasce l’esigenza di “ascoltare” lo studente per creare un contesto sereno che consenta di individualizzare l’apprendimento mettendo in atto prospettive e modalità didattiche differenti.

Inoltre, secondo il Mastery learning è necessario impostare degli obiettivi didattici che ognuno possa raggiungere secondo i propri ritmi e tempi di apprendimento. In questo modo è lo studente stesso ad essere soggetto attivo e partecipe del suo apprendimento: un apprendimento che parte dall’esperienza, dal fare e che utilizza diversi strumenti favorendo l’acquisizione di conoscenze e abilità che potranno poi diventare competenze.

Grande attenzione viene anche data alla dimensione affettiva ed emozionale: prima di iniziare a lavorare, si orienta e motiva psicologicamente l’allievo, suscitando la sua naturale curiosità. Si instaura, quindi, un rapporto empatico con i bambini/ragazzi entrando nel loro mondo soggettivo, partecipando alle loro esperienze e mettendosi nei loro panni.